Rugby> Sei Nazioni, il cucchiaio di legno lo lasciamo alla Scozia

L'addio di Fabio Ongaro-www.federugby.it

Italia – Scozia 13-6 (p.t. 3-3 )
Italia: Masi, Venditti, Benvenuti, Canale, Bergamasco, Burton, Gori, Parisse ©, Barbieri, Zanni, Bortolami, Goldenhuys, Castrogiovanni, Ongaro, Lo Cicero. All.: Brunel. A Disposizione: D’Apice, Cittadini, Furno, Favaro, Vosawai, Botes, Toniolatti.
Scozia: Hogg, Evans, De Luca, Morrison, Lamont, Laidlaw, Blair, Denton, Rennie, Barclay, Hamilton, Gray, Cross, Ford ©, Walsh. All.: Robinson. A Disposizione: Lawson, Murray, Kellock, Vernon, Cusiter, Jackson, Cuthbert.
Arbitro: Rolland. Giudici di linea: Clancy-Gauzere. TMO: Redmond
Man of the Match: Castrogiovanni
Spettatori 72357
Il sole di Roma, la spinta dei 70.000, una Scozia impalpabile; per l’Italia arriva la prima vittoria di questo Sei Nazioni nello scontro diretto. Vittoria che lascia il poco ambito trofeo ligneo ai più titolati scozzesi. Un match intenso nelle intenzioni, e forse nelle paure, non bello, frastagliato dalle continue interruzioni, ma anche con una sola padrona del campo. Parisse e compagni hanno tenuto lontanissimo gli avanti avversari, non hanno praticamente mai rischiato l’azione scozzese ed hanno capitalizzato al meglio le occasioni che si sono presentate. Una meta, un calcio ed un drop, i colpi che fanno scoppiare di entusiasmo l’Olimpico gremito come mai nella stagione sportiva.
Partenza all’insegna dell’azzurro, la spinta italiana evidenzia la voglia di non sprecare l’occasione. Masi si deve affidare già al primo minuto alle cure dei sanitari, un brutto colpo che non pregiudicherà la sua presenza in campo. Italia avanti con decisione, la Scozia non riesce mai a superare la metà campo sotto la pressione azzurra. Molte le interruzioni, frequenti le mischie, gioco interrotto ripetutamente dal fischietto francese. Al sesto la prima occasione, punizione per l’Italia che Mirco Bergamasco sfrutta alla perfezione tra i pali, è 3-0. Ci si aspetta la reazione scozzese, ma sono bravi gli azzurri a tenere lontano il quindi di Robinson. L’occasione per allungare è ancora per l’Italia con un altro calcio di punizione al 21’, questa volta Bergamasco fallisce da posizione defilata. Il monologo azzurro continua, la presenza offensiva è costante e porta al tentativo di drop, ben murato dalla difesa ospite. Per la Scozia solo un’occasione, al 35’: il calcio di Laidlaw da metà campo è vincente e regala un pareggio immeritato. Tanta fatica per nulla, il pensiero al metà incontro, pensando anche al terzo tentativo infruttuoso di Bergamasco da fermo sul fischi finale.
Alla ripresa delle ostilità la furia azzurra non teme cali, anzi si dimostra rinvigorita ed ulteriormente pugnace. Tanta Italia a campi invertiti, un possesso di palla praticamente ininterrotto fino alla perla di Venditti, che trova il giusto spazio per la meta che vale l’8-3 per gli azzurri. Per Burton la più semplice delle realizzazioni che porta il vantaggio a 10-3. Questa volta la reazione scozzese c’è, ma risulta sterile per la difesa arcigna e precisa del pacchetto italiano, decisivo anche l’errore da fermo di Laidlaw da posizione defilata. L’Italia soffre, la stanchezza comincia a farsi sentire, molto più difficile trovare le giuste sortite per impensierire la Scozia. Il valzer delle sostituzione nei due pacchetti non cambia nella sostanza gli equilibri, il calcio di Laidlaw si. La Scozia accorcia, ma non trova i ritmi per mettere sotto gli azzurri. Il tempo scorre e l’Italia non corre ulteriori pericoli, anzi, al 37’, mette al sicuro il risultato con un drop coraggioso e di personalità di Burton. L’Olimpico può cantare tutta la sua gioia per una vittoria che è merce rara, ma forse ancor più gustosa.
Marco Benedetti

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