Che Virtus Roma sta nascendo

“Al di là delle facili parole che si dicono ogni anno alla vigilia del campionato è cioè che ogni allenatore vorrebbe vedere la sua squadra difendere e fare contropiede, io vorrei che ad un certo punto della stagione la gente vedesse che la Virtus Roma gioca bene a pallacanestro”. Tra un lavoretto e l’altro in casa Marco Calvani esordisce così parlando della sua “creatura” la Virtus Roma pallacanestro che da due mesi sta costruendo insieme al nuovo GM, Nicola Alberani, ed a Francesco Carotti nuovo, finalmente, responsabile della, Comunicazione e Team Manager che ha completato un rinnovamento dell’organigramma non più rimandabile.

Risolti tutti i contratti dello scorso anno, tranne quello con Gigi Datome, il coach romano ha dato le sue indicazioni alla società sulla base di quello che è stato il budget messo a disposizione dal presidente Claudio Toti. Una cifra molto inferiore rispetto a quelle degli anni scorsi ed anche rispetto all’ultima stagione, ma non per questo non in grado di costruire una formazione sin qui interessante.

“Abbiamo puntato su giocatori giovani – dice ancora Calvani –  ma anche su giocatori determinati e dalle buone qualità tecniche individuali. Gente che ha voglia di emergere e di mettersi in luce nel nostro campionato, insieme a due o tre elementi già conosciuti e che già conoscessero la nostra pallacanestro. Una squadra che abbia la possibilità di giocare a pallacanestro con diverse soluzioni possibili e non in un unico modo. Io sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto”.

Ed allora ecco la nuova Virtus che dal 23 agosto prossimo si radunerà a Roma per preparare il nuovo campionato che non è detto che debba essere per forza, come da troppe parti si legge e si dice, di attenzione alla parte bassa della classifica.

In cabina di regia ci saranno Jordan Taylor un 23enne americano, alla prima esperienza in Europa, proveniente dall’Università del Wisconsin, che ama passare la palla ma che è capace anche di assumersi la responsabilità dei tiri che contano quando serve, come dimostra la sua storia al college, e Lorenzo D’Ercole, 24 anni, un giocatore già affermato nel nostro campionato. Le due guardie saranno il cavallo di ritorno (in Italia) Phil Goss, 29 anni, già visto e molto apprezzato a Varese e Adeo Dagonduro, nigeriano con passaporto anche americano, classe ’86 con esperienza del basket europeo avendo giocato in Belgio. Le ali sono Gigi Datome, 1987, che non ha bisogno di presentazioni ovviamente, Olek Cziz, del 1990 un giocatore polacco di grande energia, una specie di Alessandro Tonolli con qualche movimento in più spalle a canestro  e Bobby Jones, americano di 28 anni anche lui molto ammirato in Italia nelle sue esperienze a Teramo e Montegranaro. Sotto canestro per ora c’è l’ungherese Peter Lorent del 1985, un bel giocatore solido e con una mano discreta che partirà dalla panchina.

Perchè il titolare dovrebbe essere Gani Lawal, altro nigeriano con il quale la società è in trattative, giocatore dal potenziale fisico notevole, energia e buona tecnica vicino a canestro e grande voglia di spaccare il mondo.

Insomma una squadra come detto interessante, alla quale bisognerà concedere il tempo di conoscersi e di riconoscersi come squadra, gruppo, insieme. Facili giudizi dopo poche apparizioni sarebbero dannosi quest’anno più di altre stagioni, che siano positivi o negativi: mai come in questo campionato le somme quelle vere bisognerà farle alla fine.

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