Riflessioni su una lettera allarmante

Su Volleymania troverete il testo integrale della lettera del Presidente del Comitato Regionale Lazio della Fipav, Andrea Burlandi intitolata “Appello all’unità del movimento per tutti quelli che hanno a cuore il bene della Pallavolo !”.

Pur non essendo, per evidenti motivi di appartenenza, la pallavolo argomento di competenza di questo sito, una riflessione su questa lettara mi viene di farla perché in qualche modo è lo specchio di quello che accade troppo spesso nei palazzi e nelle stanze dello sport italiano.

Si utilizzano, e perdonate forse un acento di moralismo nelle mie parole, parole e termini che nulla hanno a che vedere con lo sport ma neanche con la politica dello sport: guerra, combattere, tinte fosche.

E’ vero che la lettera del Presidente Burlandi parla a tutte le componenti del movimento della pallavolo della Regione ed in particolare a coloro che hanno in animo di competere nelle elezioni per il rinnovo delle cariche (come accade in ogni istituzione democratica quindi anche in una federazione sportiva), ma usare il termine guerra sia pure rivolto agli avversari fa venire in mente o fa sembrare la competizione elettorale sportiva proprio uguale a quella della politica sotto pressione in questi mesi: la difesa a tutti i costi della poltrona o delle poltrone, con tutti i privilegi ed i benefici che ne derivano.

E questo non va bene. Più che lettere pompose e retoriche di questo genere servirebbero allo sport italiano, e dunque anche alla pallavolo, programmi, idee, nomi, progetti (magari realizzabili e non campati per aria), proposte.

Altrimenti sarà tutto inutile.

Eduardo Lubrano

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