Editoria> Domani la presentazione de “La Riabilitazione del pallone”.

Martedì 18 dicembre ore 10,30 – sala Di Liegro a Palazzo Valentini in via
IV Novembre, Roma.

Da 20 anni l’Uisp Roma organizza un campionato molto particolare. L’unico
al mondo dove medici, infermieri e pazienti giocano assieme. E’ il
campionato dei Dipartimenti di salute mentale e più che un torneo di
calcio è un percorso di vita e di miglioramento delle condizioni dei
pazienti tanto che quel drappello di medici eretici che, sulle orme di
Basaglia, hanno deciso di usare il pallone come strumento di
riabilitazione hanno pubblicato uno studio scientifico sugli effetti
positivi di quello che defiscono “metodo Uisp”.

Dalla presentazione:
Chiunque assista ad una partita di questo campionato senza essere amico o
parente dei giocatori si fa sempre, inevitabilmente e subito la stessa
domanda. Ma chi sono i pazienti? E chi sono i medici? Ecco, il campionato
dei Dipartimenti di salute mentale è unico proprio per questo motivo.
Non esiste un’altra competizione sportiva dove medici e pazienti, o
estremizzando brutalmente “sani” e “malati”, “normali” e “diversi”
giochino
sullo stesso campo. È la contaminazione, il mischiarsi nel sudore che fa
di questo campionato un un’esperienza unica, preziosa ed esemplare.
Sul campo da calcio le differenze spariscono, si è tutti uguali: tutti
“Matti per il calcio”. E spesso i più “matti” sono gli operatori.
La gaffe di rivolgersi ad un paziente credendo sia un medico e di
rivolgersi ad un medico pensando fosse un paziente l’abbiamo fatta decine
di volte.
Quella stessa domanda continuiamo a farcela ogni volta che andiamo ad una
partita. Perché, e questa è l’altra grande forza di questo piccolo
miracolo sportivo, medico e umano, i ragazzi cambiano moltissimo sul
campo. Il turn over è più alto che in una squadra di Champions League. E
per
fortuna. Perché significa che qualcuno ce l’ha fatta, sta meglio, ha
trovato un lavoro e non frequenta più i Dipartimenti di salute mentale. Al
suo posto c’è un altro ragazzo, che nella malattia mentale c’è appena
caduto.
Proprio per il grandissimo rispetto che nutriamo verso queste persone e
per i loro familiari, abbiamo deciso che in questo libro parleranno solo i
loro volti. Le loro espressioni. Parlano molto meglio delle parole.
Qui testi e foto narrano la storia del pallone come strumento di
riabilitazione in un processo lungo e delicato. Un processo che in questo
libro viene scientificamente definito come “metodo Uisp”, criteri precisi
per un protocollo che è diventato, partendo dai campetti di periferia di
Roma e da un gruppo di psichiatri “eretici”, un esempio, in Italia e non
solo.
La storia delle squadre partecipanti è la storia di tante scommesse vinte,
di un movimento che si è fatto realtà sociale.
Con il titolo che abbiamo scelto però sommessamente vorremmo far notare a
tutto il mondo del pallone, specie a quello pieno di lustrini e milioni
che oramai tutti i giorni entra nelle nostre case, che la riabilitazione è
vicendevole. Colpito dai piedi di operatori e pazienti il pallone degli
scandali,
delle scommesse, dei miliardi spesi in tempo di crisi, ritorna ad essere
quello che tutti i bambini del mondo sognano di mettere dentro una porta.
Condividere le passioni e imparare a riconoscere
le emozioni insieme, ognuno con la propria diversità:
il campo come luogo per unire e non per dividere.

MASSIMO FRANCHI, ANDREA SABBADINI

Adetto stampa
Uisp Roma
Massimo Franchi

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