Shock in casa Lazio, Franco Baccini ci ha lasciato

Baccini campione d'Italia 1956

È morto, a 86 anni, Franco Baccini, figura tra le più rilevanti della storia del nostro sodalizio.
I funerali si svolgeranno il 26 dicembre, ore 10,30, alla chiesa di Santa Croce, in Via Guido Reni.
Di seguito il ricordo del Presidente Massimo Moroli
Se mi chiedessero i 10 nomi che hanno fatto la storia dei 113 anni della Lazio Nuoto, tra questi non mancherebbe certo il nome di Franco Baccini. Entrai in Lazio Nuoto nel 1956, il giorno dopo l’ultimo scudetto vinto nella pallanuoto e conobbi Franco, che di quella squadra fu straordinario difensore, pericolosissimo anche in attacco per quel dono della palombella che di solito arride ai fuoriclasse del nostro sport. Franco aveva 30 anni, era l’unico ad aver fatto parte della squadra che, nel 1945, si era aggiudicato l’altro scudetto biancoceleste e si stava avviando agli ultimi anni di una splendida carriera di atleta. Così, poco dopo, me lo ritrovai come allenatore e capii subito che un altro luminoso destino doveva riservargli lo sport. A quei tempi, l’altro gigante della nostra storia, coach Enzo Zabberoni, aveva già avviato il ventennio irripetibile che vide la Lazio Nuoto dominare come mai nessun altro lo scenario del nuoto italiano. Franco ebbe la fortuna di iniziare la sua avventura di tecnico al suo fianco e quando, nel 1965, questi tornò a Firenze e lui assurse ai vertici tecnici della società fu addirittura in grado di superare il maestro per bottino di titoli, portando alle stelle il mito del nostro sodalizio. Al suo nome vanno ascritti, nel nuoto, 13 Campionati Italiani Assoluti di Società (nove nel settore femminile e 4 in quello maschile) e 21 Giovanili oltre a più di 100 titoli assoluti e giovanili a livello individuale. Suo fiore all’occhiello, Daniela Benek e il suo Record Europeo nei 200 s.l. Nella pallanuoto totalizzò 6 titoli giovanili ma gli sfuggì il 3° titolo della massima serie, pur riuscendo sempre a mantenere la squadra nella fascia più alta del campionato di A. La sfaccettatura di quel suo decennio irripetibile che comunque ha sempre suscitato in me ammirazione illimitata è stata l’incredibile capacità di applicazione e di responsabilità che Franco, anche grazie all’imperturbabilità del suo carattere, era in grado di sostenere e di orientare al successo. Alle 6 e mezzo della mattina era già in piscina per il 1° allenamento dei liceali, poi proseguiva ininterrottamente sino alle 23, mettendo in fila gli allenamenti mattutini dei nuotatori e dei pallanuotisti universitari, per poi passare alle prime ore del pomeriggio con i vivai del nuoto, quindi con gli allenamenti serali dei nuotatori, delle giovanili di pallanuoto e finalmente della prima squadra di pallanuoto. Con l’aiuto del suo ottimo vice Salvatore Scimonelli riusciva a essere presente a tutte le gare, a registrarne i risultati e ad aggiornare le strategie. Provvedeva anche alle trasferte, alle procedure burocratiche con la Fin, all’abbigliamento, alla riscossione delle quote degli atleti e a tutto quello che poteva occorrere per l’organizzazione della più importante società di nuoto italiana. Una filiera d’eccellenza che, al giorno d’oggiAggiungi un appuntamento per oggi, richiederebbe uno staff di non meno di 14-15 profili professionali superspecializzati e un’organizzazione informatizzata di alto livello. Nel ’75 fu chiamato alla guida della Nazionale Femminile e la sua striscia di successi si trasferì sul nuoto internazionale lasciando la Lazio Nuoto a una lenta fase di declino dalla quale non si è ancora ripresa. Non rimasi sorpreso quando, nel 2004, la “Polisportiva” S.S. Lazio, volendo assegnare il “Seminatore d’Oro” al tecnico di maggior successo nella storia di tutte le sue Sezioni Sportive, non ebbe alcun dubbio a identificare in Franco l’unico che potesse meritare il prestigioso riconoscimento.
Oggi la triste notizia. Un fulmine a ciel sereno, anche se sapevamo che da tempo non stava bene. Un lutto profondo che cala sulla nostra società e trasporta dalla vita alla storia un altra delle nostre figure più rappresentative.
La grande famiglia della Lazio Nuoto si stringe attorno ad Anna, compagna straordinaria e affettuosa in quasi 70 anni di matrimonio, a Giancarlo, star del giornalismo sportivo che ha nuotato e giocato con me a pallanuoto quando il padre ci allenava ed ora mi affianca nel Consiglio Direttivo del nostro sodalizio, e a Fabio, il più giovane della famiglia.
Cari amici, ci sono tante generazioni di nostri atleti, tecnici e dirigenti che sono ancora attonite per l’inattesa scomparsa e partecipano commosse al vostro immenso dolore. Ma da tutte le parole e i sentimenti che trapelano in queste circostanze, un segnale vi giunga con certezza, il nome di Franco rimarrà ancora a lungo nei pensieri e nei ricordi di tutti noi, della Lazio e del Nuoto Italiano.

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