Calcio> Rocca Priora: La Federazione tuteli i giovani oppure noi ritiriamo la squadra

Daniele Spina in ospedale

Daniele Spina in ospedale
E’ stata una domenica terrificante per il Rocca Priora e il suo giovane talento Daniele Spina. Ieri, dopo appena un minuto di gioco della sfida interna contro il Crecas Palombara, il difensore ospite Simone Calabresi ha provocato un gravissimo infortunio ai danni della 17enne ala destra roccapriorese, procurandogli la frattura di tibia e perone e determinando la fine anticipata della stagione di Spina. «Sono allibito – dice il presidente Claudio Amelia -. Dopo un minuto di gioco non è possibile fare quelle entrate su un giocatore che all’andata fece due gol e tra l’altro il direttore di gara ha solamente ammonito Calabresi! E ancor più assurdo, nel corso della gara, è il fatto che a finire in nove siamo stati noi per le espulsioni (falli da “chiara occasione da gol”, ndr) del portiere Luca Amelia e del difensore Alessio Vinci». Per la cronaca il Rocca Priora era andato in vantaggio con un rigore di Halauca e nel finale, in 9 contro 11, ha sbagliato un altro penalty con lo stesso attaccante che poteva significare il 2-2. «Ma sulle decisioni tecniche non ci interessa soffermarci – continua Claudio Amelia -, ma vogliamo che la Federazione ci ascolti e eviti a gente recidiva come Calabresi di calcare i campi di gioco e rischiare di far male a giovani ragazzi come Spina, tra l’altro atleta dalle grandi prospettive che ora vede interrompersi bruscamente il suo processo di crescita. Siamo vicinissimi a Daniele e alla sua famiglia: come società li indirizzeremo dai migliori specialisti per l’operazione alla quale Daniele si dovrà sottoporre e decideremo assieme ai nostri avvocati di istituirci parte civile nei confronti di Calabresi. Abbiamo le riprese video della gara e tutti possono vedere che tutto quello che affermiamo corrisponde a verità. Non ci interessa partecipare a campionati di prima squadra se il prezzo da pagare è questo». Ieri il presidente onorario e portiere del Milan, Marco Amelia, aveva scritto un messaggio dello stesso tenore sulla sua pagina Fb e sul suo sito ufficiale. «Sono rimasto sconcertato, ho visto un intervento volontario su un ragazzo di 17 anni…Il cartellino rosso con squalifica a vita sarebbe stato il minimo, invece abbiamo visto un pallido giallo. Questi giovani arbitri sono liberi di sbagliare, ma devono pensare anche al bene di ogni giocatore. Sono incazzato nero come responsabile di questa squadra: pretendo spiegazioni da parte della Federazione, che si esamini l’accaduto e che al signor Calabresi sia data una pesante sanzione disciplinare che sia presa da esempio per fare in modo che certi episodi non avvengano più, le scuse dei giocatori e dell’arbitro a fine partita non bastano a giustificare l’azione probabilmente premeditata dello stesso Calabresi. Questi avvenimenti non devono far parte di questo gioco che deve essere rispettato per quanto tale. Un grande in bocca al lupo e un abbraccio di cuore al nostro Daniele, giocatore di sicuro avvenire: spero vivamente che questo grave infortunio non ne comprometta la carriera». Durissimo anche il direttore generale del Rocca Priora, Angelo Carletta. «Episodi come quello di ieri offendono lo sport e chiunque giornalmente dedica tempo e risorse al calcio. Calabresi non può essere considerato un uomo di sport nè tantomeno un calciatore, il fallo su Spina è intenzionale per fare male. Non solo, al gol della vittoria segnato da lui stesso, Calabresi ha esultato in mezzo al campo con gesti di sfottò rivolti alla tribuna. Questo è inaccettabile, come anche il fatto che una terna arbitrale non veda e non sanzioni questi comportamenti antisportivi. Il calcio e lo sport giovanile vanno protetti da queste persone che in questo ambiente non c’entrano nulla. Il presidente del Palombara, che noi conosciamo e reputiamo una persona in gamba e seria, dia un esempio di rispetto a questo sport, mandando via questo giocatore, visti anche i precedenti antisportivi dello stesso Calabresi: sarebbe un segnale forte per questo mondo che noi addetti ai lavori abbiamo l’obbligo di proteggere da queste persone».

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