Ciclismo> Tour de France: trionfo solitario dello sloveno Roglic nella 17°tappa, Aru giù dal podio

Mai un corridore sloveno aveva vinto al Tour de France fino ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi e Primoz Roglic (Lotto NL Jumbo) ha regalato una gioia grande alla propria nazionale vincendo per distacco la 17°tappa da La Mure a Serre Chevalier. Il britannico Christopher Froome (Sky) ha mantenuto la maglia gialla di leader della classifica generale, mentre Fabio Aru (Astana) si è staccato dal gruppetto dei migliori nei pressi della vetta del Galibier e ora è quarto, scavalcato nella generale dal francese Romain Bardet (AG2R La Mondiale) e dal colombiano Rigoberto Uran (Cannondale Drapac).
Con la scalata in sequenza di Col d’Ornon, Croix de Fer, Telegraphe e Galibier (la vetta più alta del Tour 2017 con i suoi 2642 metri di altitudine), in avanscoperta un nutrito drappello di fuggitivi Serge Pauwels (Dimension Data), Bauke Mollema e Jarlinson Pantano (Trek-Segafredo), Thomas Vockler e Sylvain Chavanel (Direct Energie), Nicolas Roche, Danilo Wyss e Amaël Moinard (BMC), Daniel Navarro (Cofidis), Robert Kiserlovski (Katusha-Alpecin), Mathias Frank (AG2R La Mondiale), Primoz Roglic (Lotto NL-Jumbo), Jonathan Castroviejo (Movistar), Simon Geschke (Team Sunweb), Esteban Chaves (ORICA-Scott), Darwin Atapuma e Ben Swift (UAE Team Emirates), Dylan Van Baarle e Alberto Bettiol (Cannondale-Drapac), Ondrej Cink (Bahrain-Merida), Marco Minnaard (Wanty-Groupe Gobert), Brice Feillu (Fortuneo-Oscaro) ai quali si è aggiunto subito dopo Alberto Contador (Trek Segafredo) mentre non è riuscito a reggere il passo dei fuggitivi anche Nairo Quintana (Movistar) che viene anche superato dal gruppo maglia gialla.
Eccezionale Contador, alla sua nona partecipazione al Tour in carriera, sfoderando una prestazione da campione vero e all’ultima recita nelle montagne della Grande Boucle: il suo Tour 2017 è finito sui Vosgi e sui Pirenei ma ha voluto dimostrare ancora la sua voglia di essere protagonista fino in fondo nella corsa a tappe francese anche lontano dalla vetta della classifica generale.
Il Galibier si è rivelato decisivo sia per la vittoria di tappa con il forcing di Roglic che per la battaglia tra gli uomini di classifica: il primo ad accendere la miccia è stato uno scatenato Bardet con un deciso cambio di passo mandando in frantumi il gruppetto dove faceva parte Aru che ha iniziato ad accusare le prime difficoltà fino a mollare in cima così come per Daniel Martin della Quick Step-Floors (che poi scivolerà in sesta posizione a 2’37”).
Nella discesa fino al traguardo di Serre Chevalier, il neo battistrada Roglic si è presentato solo al traguardo mantenendo il proprio vantaggio superiore al minuto perdendo poco rispetto ai più immediati inseguitori con Rigoberto Uran (Cannondale Drapac) il migliore nella volata ristretta sul capoclassifica Froome, quarto Bardet e quinto un sempre più in forma Mikel Landa (Sky), tutti a 1’13” mentre Aru è giunto a 1’44” in un drappello di ritardatari con Martin, Contador e Louis Mentjes
L’ascesa del Galibier ha emesso una sentenza dura per Aru che ha ceduto al terzo scatto di Bardet prima dello scollinamento ed è scivolato in quarta posizione a 53” da Froome, una meglio di Landa (a 1’24”) mentre per il podio si prospetta una lotta molto interessante tra Uran e Bardet entrambi con lo stesso ritardo (27”).
Aru non ha avuto compagni di squadra al suo fianco nel momento più topico della corsa. Pesano ancora le assenze del danese Jakob Fulgsang e di Dario Cataldo, ma il campione sardo è stato supportato fin dove è stato possibile ma nulla è perduto sul piano fisico e mentale: “Questo è il ciclismo, è stata una giornata non positiva perché ho perso dai diretti rivali ma il Tour finisce domenica”.
Con all’attivo 55 giorni in maglia gialla, Froome ha paragonato questo finale di Tour de France a una partita a scacchi e a un gioco delle ombre: la 18°tappa da Briancon al Col de l’Izoard, molto vicina ai nostri confini italiani e con la scalata del Col de Vars e il mitico Izoard (prima volta del Tour in cima come traguardo di tappa a 2360 metri di altitudine), ci dirà se le fatiche del Galibier sono state subito assorbite dai primi cinque della classifica generale e dove bisognerà scoprire le carte prima della cronometro di Marsiglia e della passerella finale a Parigi.
Causa una caduta nelle fasi iniziali della tappa, è svanito il sogno maglia verde di leader della classifica a punti per Marcel Kittel della Quick Step-Floors (vincitore di 5 tappe) che si è ritirato dalla Grande Boucle lasciando il primato a Micheal Matthews (Team Sunweb) che ha già all’attivo due successi di tappa in questa edizione del Tour.

Luca Alò
20/07/2017

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