Ciclismo> Capolavoro Giulio Ciccone al Tour de France: fuga, secondo posto e maglia gialla in cima a La Planche des Belles Filles

Quella a La Planche des Belles Filles sarà ricordata come una giornata storica e memorabile per il ciclismo italiano ed abruzzese al Tour de France con Giulio Ciccone della Trek Segafredo che è riuscito nell’impresa di vestire la maglia gialla consacrandosi da grande lottatore nelle salite dopo aver dato spettacolo sulle montagne al recente Giro d’Italia vincendo la classifica di miglior scalatore e la tappa di Ponte di Legno.

E dopo la Corsa Rosa, la sua tempra di scalatore verace l’ha messa in bella mostra anche alla Grande Boucle arrendendosi soltanto al belga Dylan Teuns della Bahrain Merida che ha colto il primato nella sesta frazione di 160,5 chilometri (partita da Mulhouse) in cima alla stazione sciistica de La Planche des Belles Filles nelle boscose montagne dei Vosgi nella Francia orientale dove l’Italia del ciclismo ha lasciato positivamente il segno nelle edizioni passate del Tour su questa salita: su tutti Vincenzo Nibali nel 2014 in maglia gialla e nel 2017 Fabio Aru con la maglia di campione italiano.

Teuns e Ciccone, in assoluto due debuttanti al Tour de France tra i professionisti, hanno conquistato positivamente la scena nel primo vero arrivo in quota alla Grande Boucle 2019: entrambi sono stati premiati per la loro resistenza sulla terribile salita di 7 chilometri con una pendenza media dell’8,7%, un tratto di sterrato lungo 800 metri e una punta massima al 24% quasi al limite del ribaltamento.

Il belga e l’abruzzese facevano parte di una fuga partita da lontano insieme a Benoît Cosnefroy (Ag2R-La Mondiale), Serge Pauwels (CCC), Julien Bernard (Trek-Segafredo), Nikias Arndt (Sunweb), Natnael Berhane (Cofidis), André Greipel (Arkéa-Samsic), Fabien Grellier (Total-Direct Energie), Nils Politt (Katusha-Alpecin), Andrea Pasqualon e Meurisse (Wanty-Groupe Gobert)

Wellens è stato il primo a cedere sull’ultima salita verso La Planches des Belles Filles ma è comunque riuscito ad incrementare il suo vantaggio nella classifica di miglior scalatore in maglia a pois.

Nel finale di tappa, Teuns e Ciccone sono rimasti i due superstiti della fuga con un lungo testa a testa per contendersi la vittoria dove il belga ha agito d’esperienza e fatto valere la sua brillantezza sulle pendenze estreme.

Un secondo posto tutto cuore e grinta per Ciccone che ha resistito fino alle ultime centinaia di metri concludendo a 11 secondi di distacco dal vincitore ma si è preso l’abbuono in palio all’arrivo (6 secondi più altri 8 transitando in cima al gpm di seconda categoria Col Col de Chevreres) decisivo per conquistare una storica maglia gialla di capoclassifica, la prima per un corridore abruzzese dopo che Alessandro Fantini era riuscito a vincere due tappe tra il 1955 e il 1956.

Alle spalle dei due attaccanti, la corsa si è infiammata con uno scatto di Mikel Landa (Movistar) e la successiva progressione di Julian Alaphilippe (Deceuninck Quick Step) che ha profuso uno sforzo enorme per difendere il primato verso la fine della salita e rimanere al passo dei big di classifica.

Portandosi dietro il problema alla clavicola dopo la caduta e il ritiro al Giro di Svizzera, il vincitore uscente del Tour 2018 Geraint Thomas (Team Ineos) ha sbalordito tutti mettendo in mostra un gran colpo di pedale guadagnato qualche secondo sui diretti rivali.

Thibaut Pinot (Groupama Fdj) ha tentato di limitare i danni negli ultimi 200 metri sull’asfalto ma il suo gap da Thomas è stato solo di pochi secondi. Egan Bernal (Team Ineos) è apparso meno brillante in un’ascesa così ripida tale da poter fare la differenza ma così non è stato anche per Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), Steven Kruijswijk (Team Jumbo-Visma) e Romain Bardet (Ag2r La Mondiale) che è stato l’unico a pagare seriamente dazio insieme a Fabio Aru (UAE Team Emirates).

Nonostante l’esiguità del chilometraggio è stata una tappa molto estenuante per molti corridori che erano veramente allo stremo delle forze e dove si è dovuto pedalare a zig-zag nel punto più difficile della salita con pendenze al 24% facendosi assistere da alcuni addetti all’organizzazione subito dopo aver tagliato il traguardo.

La durezza della salita si è rivelata un indicatore sullo stato di forma attuale di alcuni big del Tour 2019 che dovranno mettere nelle proprie gambe salite ancora più difficili nelle Alpi e nei Pirenei ma dopo questo primo assaggio di salite il migliore è stato Thomas che guida al momento la classifica dei favoriti con 4” sul compagno di squadra Bernal, 11” su Pinot, 26” su Uran mentre Nibali deve recuperare 1’07” dal corridore britannico del Team Ineos.

Una giornata dal sapore speciale per l’abruzzese Ciccone che riporta l’Italia ai vertici del Tour con la maglia gialla a distanza di due anni dopo Aru: “Nella mia testa ho sempre puntato alla tappa odierna ma non avrei mai pensato di conquistare la maglia gialla. Con questa prima tappa di montagna è inizata oggi anche la caccia alla maglia a pois, ma qui al Tour è molto difficile vincere il primato nelle montagne perché la concorrenza è molto più ampia rispetto al Giro d’Italia”.

ARRIVO SESTA TAPPA

1. Dylan Teuns (Bahrain-Merida)

2. Giulio Ciccone (Ita / Trek-Segafredo) a 11”

3. Xandro Meurisse (Wanty-Gobert Cycling) a 1’05”

4. Geraint Thomas (Team Ineos) a 1’44”

5. Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) a 1’46”

6. Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick-Step)

7. Nairo Quintana (Movistar) a 1’51”

8. Emanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe)

9. Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) a 1’53”

10. Mikel Landa (Movistar Team)

CLASSIFICA GENERALE DOPO LA SESTA TAPPA

1. Giulio Ciccone (Trek-Segafredo)

2. Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step) a 6”

3. Dylan Teuns (Bahrain-Merida) a 32”

4. George Bennett (Team Jumbo-Visma) a 47”

5. Geraint Thomas (Team Ineos) a 49”

6. Egan Bernal (Team Ineos) a 53”

7. Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) a 58”

8. Steven Kruijswijk (Team Jumbo-Visma) a 1’04”

9. Michael Woods (EF Education First) a 1’13”

10. Rigoberto Uran (EF Education First) a 1’15”

Luca Alò
11/07/2019

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