Basket in carrozzina> L’Italia chiude l’Europeo al quinto posto

Padroni di casa battuti 84 a 72; gli azzurri chiudono un bell’Europeo, nonostante il rammarico per Tokyo 2020.

Si chiude con un quinto posto il Campionato Europeo di basket in carrozzina per l’Italia: nell’ultimo match di Wałbrzych, battuta la Polonia padrona di casa con un 84 a 72 che ben racconta le potenzialità del gruppo azzurro, rimasto fuori dalle semifinali e da Tokyo 2020 per un’inezia nel match decisivo contro la Turchia, ma ormai a ridosso delle big d’Europa, come dimostra l’andamento di tutto questo torneo. Il pensiero che il quinto posto all’Europeo ha sempre significato qualificazione alle Paralimpiadi dal 1996 al 2016 (ad eccezione di Pechino 2008) non fa che aumentare poi il rammarico.

Partita di fatto dominata tecnicamente e fisicamente dagli azzurri fin dai primissimi minuti: uno straripante Sabri Bedzeti indirizza il primo quarto segnando 14 punti e catturando 5 rimbalzi, poi a salire in cattedra è Giulio Maria Papi, che mette a referto la migliore prestazione del proprio Europeo sfiorando una tripla doppia da 29 punti, 10 rimbalzi e 9 assist. Ma bene anche Marco Stupenengo, tornato in campo dopo la lieve indisposizione che gli ha fatto saltare il match contro la Francia e autore di 12 punti, a coronamento forse del miglior Europeo della propria carriera. 12 punti anche per Ahmed Raourahi, costante spina nel fianco per qualsiasi difesa avversaria.

Il livello di gioco espresso dagli azzurri nell’ultima partita contro la più blasonata ed esperta Polonia, ma più in generale la capacità di tenere il campo fino all’ultimo contro le big d’Europa, accentua il rimpianto per non aver centrato l’obiettivo della spedizione in Polonia, cioè quella qualificazione alle Paralimpiadi che manca ormai dal 2012; ma al contempo induce all’ottimismo nel giudizio di un profondo progetto di rinnovamento partito appena due anni fa, e che vede oggiAggiungi un appuntamento per oggi l’Italia avere un parco di giocatori di interesse nazionale con l’età media tra le più basse nel continente. Da rimarcare anche la capacità morale di finire in crescendo l’avventura europea, nonostante la cocente delusione dei quarti di finale.

“Credo sia ingeneroso parlare di fallimento”, commenta il presidente federale Fernando Zappile; “Abbiamo dimostrato di essere ormai a ridosso delle squadre più forti e il nostro futuro è senz’altro roseo. Poi nello sport si perde o si vince spesso per dettagli, o fortuna; ma la crescita credo sia sotto gli occhi di tutti”. Si prosegue quindi con la linea della continuità rispetto al progetto tecnico avviato con Carlo Di Giusto, che da parte sua dice: “Veniamo da due Europei che ci hanno visto competere al massimo livello e uscire dopo partite molto equilibrate con la Turchia, che due anni fa fu Campione d’Europa e qui in Polonia ha tenuto testa fino alla fine ai britannici Campioni del Mondo. La maggior parte dei nostri ragazzi non aveva mai giocato per un obiettivo così importante come una Paralimpiade, quindi peccare di esperienza poteva essere fisiologico”.

POLONIA – ITALIA 72 a 84

ITALIA: Papi 29, Bedzeti 16, Stupenengo 12, Raourahi 12, Raimondi 9, Geninazzi 6, Santorelli.

Dida: Giulio Maria Papi, top scorer contro la Polonia

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