Ciclismo> Elise Chabbey, la professionista in bici che sfida il Coronavirus come medico

L’emergenza del Coronavirus ha il sapore di una sfida vera che la ciclista svizzera Elise Chabbey ha voluto accettare anche come medico per contrastare il nemico invisibile che sta stringendo nella morsa il sistema sanitario a livello globale.

Per Chabbey, 26 anni in forza alla Bigla-Katusha nella categoria élite, il 2020 è un anno speciale perché aveva deciso di dedicarsi al ciclismo a tempo pieno dopo aver conseguito la laurea in medicina. Ma la situazione di estrema emergenza a livello sanitario ha stravolto il suo menage nel giro di poche settimane.

L’ospedale universitario di Ginevra ha avuto bisogno di rinforzare il proprio personale e approfittando della cancellazione delle gare in Europa, Elise ha indossato il camice bianco occupandosi dei pazienti affetti da Covid-19 (ben 5.000 casi in tutta la Svizzera).

“Non fare nulla non è nella mia natura, quello che sta succedendo oggiAggiungi un appuntamento per oggi è senza precedenti. Data la gravità della situazione, sento di dover fare qualcosa”, ha commentato la ciclista elvetica che vanta anche una partecipazione alle Olimpiadi di Londra nel 2012 quando ha gareggiato come slalomista in canoa non qualificandosi per le semifinali.

Ma Elise non ha affatto smesso di allenarsi e lo fa ogni sera dopo il turno di lavoro in ospedale per mantenere la forma fisica aspettando la ripresa delle corse in Europa. Oltre alle Olimpiadi di Tokyo, nel mirino ha messo il Mondiale su strada in casa in programma a fine settembre a Martigny. Per Elise, aiutare tanta gente a guarire dal Coronavirus è la priorità che in assoluto vale più di una medaglia d’oro alle Olimpiadi o una maglia iridata ai campionati del mondo.

Luca Alò
21/03/2020

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