Olimpiadi di Tokyo rinviate al 2021, le reazioni del ciclismo italiano

Lo sport puo aspettare ma il Coronavirus “no”! Il sogno di molti atleti è stato rimandato soltanto di un anno: i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sono stati ufficialmente posticipati al 2021.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente del CIO Thomas Bach hanno preso la decisione di spostare le Olimpiadi e le Paralimpiadi a causa del deteriorarsi della situazione nel mondo per la pandemia di coronavirus.

La 32°edizione dei Giochi Olimpici erano in programma dal 24 luglio al 9 agosto (quelli paralimpici dal 25 agosto al 6 settembre) ma la loro fattibilità è stata messa sempre più in discussione nelle ultime settimane quando la pandemia si è aggravata e molti paesi hanno imposto molte restrizioni sui viaggi e sugli incontri pubblici alla luce dei 390.000 casi di Covid-19 confermati in tutto il mondo.

Il CIO dovrà poi stabilire le nuove date mentre la fiamma olimpica rimarrà in Giappone. Dal 1896, i Giochi Olimpici dell’età moderna sono stati cancellati solo in occasione delle due guerre mondiali nelle edizioni di Berlino 1916, Tokyo 1940 e Londra 1944.

Il ciclismo fa parte delle Olimpiadi sin dalla prima edizione e in quelle precedenti ha interessato le discipline strada, pista, mountain bike, BMX Racing e BMX Freestyle. Il ciclismo femminile è entrato nel programma olimpico a partire dall’edizione 1984 disputata a Los Angeles. Il ciclismo italiano è secondo dietro quello francese per numero di medaglie ottenute nella storia dei Giochi: 59 in totale con 33 ori, 16 argenti e 10 bronzi.

Così il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco: “Una decisione saggia ed opportuna per la sicurezza di tutti i partecipanti e della comunità internazionale. L’importanza delle Olimpiadi è talmente grande che merita la giusta preparazione sul piano dell’equità tecnica oltre alla maggior presenza di tutti gli atleti”.

Gli ha fatto eco Davide Cassani, commissario tecnico della nazionale italiana professionisti e supervisore di tutte le nazionali azzurre: “La salute e il buon senso prima di tutto. Hanno fatto bene a rinviare i Giochi perché tutti devono essere sullo stesso livello. Alcuni atleti non possono uscire ad allenarsi, altri lo possono fare ma non ci sarebbe stata uguaglianza. Tutti devono potersi allenare senza nessun divieto e oggi, in molti stati, questo non è possibile”.

Elia Viviani è il campione olimpico in carica nell’omnium in pista con la medaglia d’oro ottenuta nell’edizione di Rio 2016: “Sono sempre più convinto che sia stata presa la decisione migliore. Oggi stiamo lottando contro un problema ben più grande e anche se agosto sembra ancora lontano, la sicurezza per un evento globale non poteva essere garantita al 100%. Bisogna dare a tutti la possibilità di partecipare ma per il momento dobbiamo essere uniti e cercare di superare questa fase molto delicata”.

In maglia azzurra ai Giochi nelle edizioni 2008 (Pechino), 2012 (Londra) e 2016 (a Rio de Janeiro con la sfortunata caduta in discesa nel finale di percorso quando era al comando della corsa poi vinta dal belga Greg Van Avermaet) per Vincenzo Nibali la partecipazione a Tokyo 2020 era l’obiettivo primario di questa stagione: “Lo slittamento di un anno non cambia le mie aspirazioni ma posso affermare che farò in modo per arrivare prontissimo all’appuntamento a cinque cerchi. Il CIO ha fatto la scelta giusta e in questo momento il mondo intero deve concentrare gli sforzi per contrastare l’emergenza sanitaria. Noi sportivi possiamo soltanto aspettare. Nel 2021 saremo pronti per celebrare l’edizione della rinascita”.

Bronzo nell’americana con Silvio Martinello alle Olimpiadi di Sydney 2000 e attualmente cittì della nazionale azzurra maschile su pista, anche Marco Villa afferma che il rinvio dei Giochi è inevitabile: “Visto il momento molto critico che stiamo attraversando a livello mondiale, sono assolutamente d’accordo con la scelta del CIO. Prima combattiamo tutti insieme, poi l’anno prossimo ci sfideremo sportivamente e ad armi pari perché la tutela della salute viene prima di tutto”.

L’Unione Ciclistica Internazionale è in stretto contatto con il CIO per adeguare le procedure di qualificazione in merito alle decisioni prese, mantenendo lo stato acquisito o confermarlo con i prossimi eventi. Questa scelta agevola a ridisegnare per intero sia i calendari nazionali che quelli internazionali.

Luca Alò
25/03/2020

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