Nuoto> Garbatella, il Consiglio di Stato dà ragione alla Lazio contro l’Amministrazione Raggi

ORA CHE SIA LA PAROLA FINE

“Il procedimento di aggiudicazione va annullato e disposta l’esclusione della Maximo”, con queste parole la sentenza del Consiglio di Stato accoglie il ricorso della Lazio Nuoto sulla Garbatella e, di fatto, riassegna l’impianto alla società biancoceleste.

E’ una giornata storica che mette finalmente la parola fine a quasi tre anni di sofferenza e attacchi, in quanto la sentenza del massimo organo di giustizia amministrativa è definitiva.

Adesso l’intero mondo Lazio si aspetta che la sindaca Raggi applichi con la stessa fermezza e celerità le disposizioni con le quali aveva sgomberato, secondo la Lazio in modo illegittimo, la società biancoceleste dall’impianto in pieno agosto, con l’impiego della forza pubblica, di fronte a bambini, disabili e dipendenti della struttura.

Ricordiamo infatti che, nonostante l’incertezza sulla portata della sentenza di primo grado del Tar (che aveva comunque accolto il ricorso della Lazio Nuoto), l’amministrazione Raggi, con protagonista il dirigente capitolino, l’Architetto Roberto Ziantoni, aveva comunque frettolosamente assegnato in via provvisoria l’impianto alla società Maximo, sgomberando la struttura con un grande dispiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Il popolo laziale non dimentica l’affronto perpetrato dall’attuale amministrazione, portato avanti a volte con toni offensivi e inspiegabilmente ad una delle società di Roma più titolate, storiche e attive nel sociale, ma può finalmente esultare: la sentenza odierna, infatti impegna Roma Capitale a disporre l’assegnazione alla Lazio dopo l’esclusione della Maximo.

Un successo merito innanzitutto del lavoro dell’avvocato Daniele Sterrantino, supportato nella parte penale e civile da Francesco Colosimo. “C’è grande soddisfazione per la sentenza che giunge dopo una battaglia giudiziaria lunga e dispendiosa durata anni, e che è stata resa ancor più difficoltosa dall’atteggiamento quasi ostruzionistico di Roma Capitale – commenta Daniele Sterrantino che è anche vicepresidente della Lazio Nuoto – finalmente sono state accolte le nostre ragioni, ed in particolare quella che evidenziava l’elusione della norma voluta dalla stessa Amministrazione di non avere una concentrazione degli impianti sportivi capitali ad uno stesso soggetto imprenditoriale. Norma voluta a parole, ma smentita nei fatti. E’ una giornata storica per la Lazio Nuoto e, ritengo per tutto il movimento sportivo capitolino”.

Difficile festeggiare oggi, dopo tutto ciò che la Lazio ha passato, come si può comprendere dalle parole del presidente Massimo Moroli: “Sono stati tre anni terribili, che rimarranno nella storia del nostro sodalizio. Non ricordo in tutti questi anni tanto accanimento ingiustificato contro i colori biancocelesti. Ora finalmente la giustizia ha messo la parola fine a questa triste vicenda e oltre a raccogliere le macerie, carichi di entusiasmo, stiamo già pensando a ricostruire il gioiello che per tanti anni è stata la “nostra” piscina della Garbatella e a ridare impulso al rapporto con i suoi frequentatori, sempre al nostro fianco. È anche il momento dei ringraziamenti ma sono così tante le persone, le società e le istituzioni che in forme diverse ci hanno dato la forza di non mollare che non c’è spazio sufficiente per citarli tutti e poi rischierei sicuramente di dimenticarne qualcuno. Cito solamente l’avvocato Daniele Sterrantino che simbolicamente li rappresenta tutti e oltre a essere un grande professionista è anche il nostro vicepresidente e il vero artefice di questo successo”.

La storia inizia circa tre anni fa con la decisione dell’amministrazione Raggi, con protagonisti l’ex assessore allo Sport Daniele Frongia e il presidente della commissione Sport Angelo Diario, di mettere a bando un impianto gestito da oltre 30 anni dalla società biancoceleste, che ha sempre pagato regolarmente, manutenuto la struttura in modo impeccabile, reinvestito tutti gli utili nello sport e permesso a disabili e meno abbienti di accedere alla struttura gratuitamente. Inoltre la Lazio, società che vanta medaglie al valore, titoli olimpici, nazionali e una sezione Paralimpica al vertice del panorama italiano, ha sempre contestato non il bando in se, ma le modalità con cui è stato redatto e quelle con cui è stato deciso il vincitore della gara. Appelli che sono rimasti inascoltati per anni dalla sindaca Raggi e dalla sua amministrazione.

Ma adesso, finalmente, Roma Capitale permettendo, la Lazio è pronta e decisa più che mai a tornare nella sua casa.

Ufficio Stampa

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