Albano (Rm) – L’Albalonga è alla volata finale. La squadra del presidente Bruno Camerini è ancora terza quando mancano due turni alla fine della stagione regolare. Gli azzurri hanno pareggiato col Monastir per 1-1 nell’anticipo di sabato e ora sono attesi dai match contro il Trastevere secondo della classe (fuori casa) e con la Scafatese neopromossa in serie C (al “Francesca Gianni” di San Basilio). A parlare del momento dei castellani è Luca Manca, centrocampista classe 1999: “Se il campionato finisse oggi, il risultato sarebbe molto positivo. Il terzo posto, dopo un’annata in cui ci sono stati anche momenti complicati, significherebbe molto. Ma ne parliamo tra un paio di settimane e vedremo come sarà finita”. Il giocatore sardo, al suo terzo anno in maglia Albalonga, parla della sfida coi “conterranei” del Monastir: “Sapevamo che sarebbe stato un match complicato, inoltre abbiamo giocato col primo vero caldo di stagione e i ritmi ne hanno risentito. Inoltre abbiamo affrontato un avversario di valore che gioca bene: il difetto principale è stato tenere poco il vantaggio arrivato grazie ad una bella azione personale di Ndoye, un ragazzo che da quando è arrivato sta facendo molto bene e si è integrato perfettamente nel gruppo. Comunque alla fine il pareggio ci può stare secondo quello che si è visto in campo e ci teniamo stretto questo punto”. Manca si proietta alle ultime due sfide: “Trastevere e Scafatese hanno già definito la loro posizione di classifica, ma non faranno passeggiate e anzi ci terranno a chiudere bene la stagione. Difficile fare i calcoli su quanti punti ci serviranno per stare dentro ai play off, ma noi comunque giocheremo per vincere perché questa è la nostra mentalità”. Manca fa un passaggio anche sul suo percorso nell’Albalonga: “Mi trovo molto bene qui, è praticamente una famiglia e sono felice per la considerazione umana e calcistica di cui godo da parte di tutti”. La chiusura è su mister Ruggero Panella: “Già lo conoscevamo facendo parte dello staff di Ferazzoli, quindi sin dal primo momento in cui ha preso l’incarico di primo allenatore siamo stati con lui e lo siamo stati anche nel periodo più difficile tra dicembre e gennaio. Mi piace il suo modo di vedere calcio e la cura dei dettagli, poi a livello umano è una persona indiscutibile perché sa avere un rapporto chiaro e diretto con tutti i suoi calciatori”.
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