Genovese, 16 anni, frequenta Scienze Umane all’Istituto Calasanzio. Papà motociclista. E ora che corre con la Raiden anche mamma è più tranquilla
I suoi compagni dell’Istituto Calasanzio di Genova, dove frenquenta la terza classe di Scienze Umane hanno fatto il tifo per lui, seguendo attraverso i social del Campionato Italiano Sport Prototipi il suo primo fine settimana di gara all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Andrea Dell’Edera è stato riempito di complimenti quando lunedì si è ripresentato a scuola da leader indiscusso di una categoria che si sta imponendo tra quelle percorribili per chi decide di affrontare una carriera automobilistica.
Andrea nel suo modo di relazionarsi al prossimo appare molto più maturo dei suoi 16 anni (è nato ad agosto 2009) e fa trasparire poco le emozioni di quella prima trasferta tutta da incorniciare. “Non è stato facile come può sembrare dall’esterno – spiega – ma i risultati non sono il frutto della fortuna quanto dei sacrifici che abbiamo fatto come team”.
Quattro giornate di test per abituarsi alla Raiden, che, pur essendo monoposto, è un po’ differente dalla F4 con cui ha corso l’anno scorso, disputando la Formula X (secondo nella classifica finale di categoria).
E il duro lavoro per Andrea non è ancora terminato. Anzi. “Non dobbiamo pensare di avere già vinto il titolo dopo questa prima gara, perché nel fine settimana gli avversari si sono avvicinati – spiega il leader del campionato -. Non dobbiamo fermarci, abbassare la guardia”.
Sono due gli avversari più pericolosi individuati sui saliscendi del Santerno: “Mi aspetto grande battaglie con Luca Verdi che è velocissimo. Ma per grinta e tenacia dovrò fare i conti anche con Iwo Beszterda”. Il pilota polacco finito accanto a lui e a Rad sul podio di gara 2 domenica.
La passione per le auto di Andrea ha radici lontane: “Papà Gianluca era pilota, di moto. Ha partecipato anche al Ducati Challange, ma mia madre ha sempre avuto paura per cui ho dovuto arrivare alle corse da solo, attraverso i social”.
Anche mamma Alessandra, constatata la robustezza di una vettura che è dotata di halo come la Wolf GB08, è più tranquilla di quanto lo fosse quando correva coi kart, assicura Andrea.
Felice del suo Andrea anche la ragazza, Gaia, anche lei studentessa al Calasanzio.
Ufficio Stampa
