109° Giro d’Italia: Jonas Vingegaard padrone del Blockhaus, la maglia rosa ancora sulle spalle di Afonso Eulalio

La tappa più lunga dell’edizione 2026 del Giro d’Italia si è conclusa dopo 245 chilometri con il primo arrivo in salita a quota 1665 metri del Blockhaus (Mammarosa) con Jonas Vingegaard che ha domato il ‘gigante cattivo’ degli Appennini scalato dal versante di Roccamorice (13,6 km con una pendenza media dell’8,4%).

Il danese del Team Visma Lease a Bike, alla sua prima vittoria al Giro d’Italia e alla sua prima partecipazione in assoluto, ha fatto vedere di che pasta è fatto per lanciare l’assalto alla maglia rosa, che è rimasta ancora sulle spalle di Afonso Eulalio (Bahrain Victorious).

Vingegaard si è lasciato dietro tutti i diretti avversari con diversi distacchi: Felix Gall della Decathlon (al primo podio di tappa al Giro) a 13″. Tutti gli altri sopra il minuto: Jai Hindley della Red Bull Bora Hansgrohe (già vincitore in questa salita nel 2022, quando poi si portò a casa la vittoria finale al Giro), Giulio Pellizzari della Red Bull Bora Hansgrohe e Ben O’Connor del Team Jayco entro la top 5, e ancora più dietro gli altri, tra cui Giulio Ciccone della Lidl-Trek (settimo), che ha fatto gli onori di casa nella sua terra abruzzese.

Dalla partenza da Formia, in una tappa che ha attraversato ben quattro regioni (Lazio, Campania, Molise e Abruzzo), la cronaca ha fatto registrare la lunga fuga di Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Tim Naberman (Team Picnic PostNL), Diego Pablo Sevilla (Team Polti VisitMalta) e Jonathan Milan (Lidl-Trek), che si è rialzato solo lui intorno al chilometro 145.

Ripresi successivamente gli altri quattro fuggitivi, la salita dal versante di Roccamorice ha dato la fisionomia definitiva al verdetto finale. Con l’affondo decisivo di Vingegaard ai meno 5 dall’arrivo, il divario è diventato incolmabile tra il due volte re del Tour de France e gli inseguitori, molto sparpagliati. L’unico a mettersi alla sua ruota è stato Pellizzari che, per non disperdere troppe energie, si è rialzato ai meno 4 dal traguardo per attendere il compagno di squadra Hindley, che pedalava insieme a O’Connor.

Tra questo terzetto e il battistrada, si è portato al contrattacco Gall, che è salito in maniera costante con una quindicina di secondi da recuperare.

Vingegaard è l’ottavo corridore nella storia del Giro a conquistare il Blockhaus ed è diventato il miglior corridore in assoluto a scalarlo, con il tempo di 38’22”. Il danese ha battuto il precedente primato di Thibaut Pinot del 2017, che aveva completato l’ascesa in 40’13”. Lo stesso Vingegaard ha conquistato la maglia azzurra di leader degli scalatori, togliendola a Sevilla per un solo punto.

Quindicesimo al traguardo il capoclassifica Eulalio, che si è battuto con onore per difendere la leadership nella generale ed è sempre in testa con 3’17” su Vingegaard. Il podio provvisorio è completato da Gall, terzo a 3’34”.

Credit fotografico LaPresse
Luca Alò