Presentato a Milano il libro “Io lo conoscevo bene” di Roberto Ghiretti e Leo Turrini

2023 11 28 GHIRETTI - ROMA

MIlano, 30 novembre 2023 – Ieri, 29 novembre, alle ore 18.30 nella sala A del Palazzo delle Federazioni, Filipppo Grassia Roberto Ghiretti hanno presentato il libro “Io lo conoscevo bene!”, scritto da Leo Turrini. Al tavolo con loro il padrone di casa Marco Riva, Presidente CONI regionale Lombardia. 


“Quando lo sport è vita, forse il mondo diventa un posto migliore”, così inizia l’introduzione al libro, dedicato integralmente all’amore del “Ghiro” per lo sport, in particolare il volley. In tutto il suo percorso, tra soddisfazioni e delusioni, Roberto Ghiretti non ha mai smesso di pensare e di sostenere che lo sport sia un valore sociale, un veicolo unico di aggregazione, integrazione, inclusione, solidarietà. Un racconto dal quale si evince una personalità forte, passionale, carismatica che a volte, in alcune circostanze può anche risultare “scomoda”. Un racconto sincero, una scrittura fluida e ironica di cui solo Leo Turrini è capace e un protagonista che si svela come una persona innamorata del proprio lavoro. Il Ghiro lo hanno conosciuto in tanti, ma forse solo in pochi possono dire di averlo conosciuto bene, perché in fondo, anche se in ogni cosa che ha fatto ci ha sempre messo la faccia, è pur sempre rimasto una persona timida e riservata, che ieri sera si è raccontato volentieri davanti a una platea ricca di amici e di amanti del volley, tra cui Lucio Fusaro, Presidente Allianz Volley Milano, Piero Cezza, Presidente FIPAV Regionale Milano, Bruno Cattaneo, ex Presidente FIPAV, Massimo Sala Presidente Comitato territoriale FIPAV Milano, Monza, Lecco, il prof. Franco B. Ascani, Presidente FICTS, oltre ai campioni azzurri Claudio Galli e Andrea Zorzi, protagonisti di tante partite con Ghiretti dirigente a Parma e a Milano. Apprezzatissima dal protagonista del libro la presenza di alcuni amici giornalisti che con lui hanno condiviso tanti momenti, come Lucia Blini, Sandro Filippini e Silvia Guerriero.

Grassia ha aperto la serata chiedendo a Ghiretti cosa lo ha spinto a scrivere questo libro:L’ispirazione me la diede Gianfranco Briani, per me un maestro di vita e di sport, che avrebbe voluto scrivere la pallavolo vista dalle retrovie e io ho deciso di scriverlo ora per due motivi: a fine anno lascio la mia azienda ai miei dipendenti, darò un aiuto nel primo anno ma piano piano li lascerò andare perché bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro. Sono persone motivate, lavoriamo insieme da più di 15 anni ed è giusto che ora vadano avanti loro. Il secondo motivo nasce dalla mia esigenza di lasciare una memoria di chi ha attraversato gli anni ’70, ‘8’ e ’90 nel volley conoscendo personaggi importanti, atleti incredibili, qui ne abbiamo due stasera (Galli e Zorzi) e tantissime persone comuni non meno importanti dei primi. Oggi si parla tanto di pallavolo e io posso dire che quando ce l’hai nel cuore te ne distacchi con difficoltà. Per me per me la pallavolo è stata la vita, separarmene è stata una sofferenza, ma poi si guarda oltr,e facendo cose altrettanto stimolanti. Nel libro c’è tanto volley, aneddoti, vittorie e sconfitte. Ho voluto raccontare non Roberto Ghiretti, ma un uomo che ha vissuto epoche diverse. In Italia c’è poca cultura della memoria. In casa ho una stanza con riviste, locandine, manifesti e tanto altro che racconta di sport. Una parte, quella non dedicata al volley l’ho donata alla Biblioteca Marabini di Bergamo, quella della pallavolo mi piacerebbe lasciarla alla Federazione”.

Grassia: Hai vissuto anni fondamentali per la pallavolo: Gli anni ‘80 sono stati un incubatoio che poi è definitivamente esploso negli anni ‘90, anni in cui litigavamo tanto ma viaggiamo uniti dalla voglia di crescere e di sviluppare nuove idee. Stasera mancano due persone fondamentali nella mia vita da dirigente e soprattutto di uomo: Giuseppe Brusi, un fratello con cui ho fatto le litigate più belle e Carlo Gobbi, una persona davvero speciale che ha dato tanto a tutti noi. Nel mio libro sono spesso presenti, come lo sono stati nella mia vita reale.

Grassia: Nel libro hai avuto l’umiltà di raccontare anche le volte in cui sei arrivato secondo. Sì e lo ho fatto con orgoglio perché non li considero degli insuccessi. Nel corso degli anni ho fatto scelte importanti, quando mi sono reso conto che dove ero il mio tempo era finito e da ogni sconfitta ho fatto un passo avanti in una direzione diversa che mi ha dato stimoli nuovi, come lo Studio aperto nel 2001 e che come ho già detto, lascerò alla fine di questo anno, dopo 22 anni e tante soddisfazioni, soprattutto quella di aver formato tante persone, trasmettendo loro entusiasmo, metodo e amore per quello che si fa. Ho un solo rimpianto che però ora traduco in una promessa: per questa mia passione per lo sport, che io considero il principale connettore sociale del Paese, ho sacrificato la mia la famiglia, soprattutto mia figlia Giulia, che mi ha insegnato tanto, ma da adesso in avanti voglio dedicarci molto più tempo soprattutto a Marco, mio nipote.  
 

L’ultimo appuntamento del 2023 della presentazione del libro “Io lo conoscevo bene” sarà il 15 dicembre a Modena, altre date saranno calendariate nel 2024 a Padova, Ancona, Carrara.

Roberto Ghiretti è nato a Parma il 3 aprile del 1955. Laureato in giurisprudenza ha costruito una carriera di successi da dirigente sportivo nel volley. Da anni svolge attività didattica nell’ambito dell’organizzazione, comunicazione e marketing dello sport e coordina cicli di lezioni presso i principali master italiani di sport management. È Vicepresidente di Special Olympics e dal 2001 è CEO di SG Plus, “bottega artigiana” di consulenza per pubbliche amministrazioni, organizzazioni sportive e aziende.

Leo Turrini è nato a Sassuolo nel 1960 È tra i giornalisti che ha partecipato come inviato a più edizioni delle Olimpiadi. Editorialista del quotidiano Nazionale, opinionista Sky e Radio 24. Coi suoi libri vinto il premio Selezione Bancarella Sport, premio Spadolini, premio Dino Ferrari e premio Beppe Viola.